giovedì 14 marzo 2013

Grande Marie Noelle!



EDITORIALE - MARZO 2013


Benvenuti nel Nuovo Mondo!


Non c’è mai stata una tale sequenza di eventi sconvolgenti come in questi ultimi 5 anni. Ogni mese succedono fatti che, per la forza della loro magnitudine, si sovrappongono a quelli precedenti, offuscandoli quasi. Chi ricorda ancora il terremoto dell’Aquila (aprile 2009), la marea nera del Golfo del Messico (aprile-agosto 2010) definita la più terribile catastrofe ambientale mai accaduta, i terremoti in Argentina (gennaio 2011),  in Cina (marzo 2011), lo Tsunami in Giappone (2011)? Ora siamo investito dal crollo dei mercati finanziari, già  iniziato nel 2008,  da quello della Grecia, dagli scandali  della Chiesa, dalle tempeste politiche in varie nazioni del mondo..... I cambiamenti economici e sociali sembrano una replica di quelli climatici e geologici.  L' asse terrestre stesso ha subito più volte uno spostamento  con conseguenze che non riusciamo ancora a valutare. Tutto succede con grande velocità. Siamo i testimoni di un cambiamento di dimensione epocale ed è venuto il momento di esserne anche i protagonisti. 

Ogni nazione ha un compito ben definito rispetto agli equilibri dell’insieme. Ogni epoca ha visto una o più nazioni emergere con una fioritura di cultura, di arte e di civiltà senza precedenti. Altre, dopo il fulgore della loro civiltà, sono entrate nell’oblio. Altre stagnano nel ricordo dei fasti passati. I primi coloni, una volta sbarcati dal Mayflower nel Nuovo Mondo,  hanno dovuto creare una nuova società unendo le loro diversità. Era allora una questione di sopravvivenza e così Irlandesi, Olandesi, Armeni, Polacchi, Italiani, Portoricani sono diventati tutti Americani! Hanno portato la forza del lavoro, il genio della loro cultura e l'hanno messo a disposizione di un grande insieme. 

Oggi, non c'è bisogno di andare verso altri continenti per scappare all'emergenza. Possiamo essere i creatori del Nuovo Mondo anche a casa nostra. C'è l'urgenza di mettere insieme le nostre forze, ingegno, creatività per costruire una società più amorevole e cooperante, per creare una politica al servizio dei suoi cittadini e non il contrario come è successo finora, per lanciare una economia più rispettosa dell'ambiente e delle relazioni umane.  Le soluzioni esistono già e non sono le vecchie strutture già conosciute. Il passato, per quanto brillante e grandioso sia stato, può diventare un freno al cambiamento se non impariamo a lasciarlo andare. E per quanto l'Italia viva del suo passato,  il suo motto esoterico è: “incido la strada”. 

Il suo compito profondo sarebbe di aprire la strada verso l'integrazione delle tante diversità che la popolano, ma anche con le altre nazioni.  Non a caso,  sui suoi lidi è nato l'Impero Romano come progetto di coagulo politico, economico e culturale con il resto del mondo.  Non a caso il Rinascimento,  nel tentativo di fondere arte e conoscenza,  ha unito le due modalità d'interazione del cervello umano.  Il Nuovo Mondo nascerà proprio qui in Italia. Sarà una impresa ardua, faticosa, lunga,  finché resisteremo all'onda del cambiamento e vorremo mantenere le cose come prima,  cioè con l’amore del potere.  Incidere la strada diventerà un progetto pilota per il mondo quando le “eccellenze” in tutti i campi si metteranno a disposizione per creare qualcosa di assolutamente nuovo: l'unione, il potere dell’amore.  Questo è il disegno luminoso che si comincia a intravedere tra le ombre dei piccoli uomini dentro alla caverna. 



Marie Noelle Urech

Viriditas

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